L'Oristanese possiede un'elevata estensione di zone umide lungo la fascia costiera compresa tra Capo Mannu e Capo Frasca.
Sono corpi idrici con differenti caratteristiche: perenni e temporanei, salmastri e iperalini.
Sono denominati comunemente “stagni”, anche se molti presentano caratteristiche sostanzialmente lagunari avendo uno sbocco a mare più o meno ampio.
Risulta alquanto difficile fare una stima precisa delle superfici occupate dalle aree umide, in quanto sono soggette a notevoli modifiche per la costante evoluzione dovuta a cause naturali o all'intervento dell'uomo. C'è comunque una generale concordanza nell'assegnare all'Oristanese il 40-50% delle aree umide della Sardegna.
Le zone umide oltre a creare un ambiente di rara bellezza dal punto di vista paesaggistico, ospitano una grande varietà di avifauna comprendendo alcune specie ormai rare: l'airone rosso, l'airone cenerino, l'airone bianco, la garzetta, la volpoca, il mestolone, il germano reale, il fistione turco, il fenicottero rosa, il pollo sultano e il falco di palude.
Anche per quanto riguarda la flora questo complesso di ambienti umidi offre un quadro molto vasto e interessante: grandi distese di salicornia fruticosa e di giunchi, diversi Limonium, alcuni dei quali endemici, lo sparto e la lisca maggiore compongono la fascia di vegetazione che avvolge le zone umide dell'oristanese.